Boxe e Psicologia

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daria girl boxe

Le pulsioni aggressive sono spesso viste come qualcosa da eliminare, da domare, da nascondere. In realtà è proprio grazie a queste se riusciamo a combattere per ciò che vogliamo diventare, raggiungere o possedere, esse sono quindi un motore propulsore, quel qualcosa che ci dà la spinta per ottenere di più e che da sempre caratterizza la lotta per la sopravvivenza nel senso più lato a cui si può far riferimento (ad esempio la ricerca di cibo nel passato, la grinta per migliorarsi nel lavoro nei nostri giorni..).

Ciò che è importante imparare è dunque non soffocare queste pulsioni bensì trasformarne i risvolti distruttivi in qualcosa di utile, di vitale, di energico.

La boxe può essere un modo per convertire la pulsione aggressiva in una forma di energia costruttiva; non si deve pensare alla boxe come ad uno sfogo ma come a un sistema per controllare tanto il proprio corpo e la propria aggressività che essendo una pulsione naturale è presente in noi tutti, quanto il corpo e i movimenti altrui.

È una disciplina che richiede sacrifico, costanza, impegno e fatica, non è un "tirar pugni" fine a se stesso né un qualcosa fatto a caso, si devono infatti imparare tecniche e strategie, si deve imparare a controllare se stessi, a gestirsi, ad avere più consapevolezza delle capacità e dei limiti che il corpo e la mente hanno e di come questi ultimi –mente e corpo- siamo strettamente connessi.

 

 



Infatti la mente, sebbene a prima vista sembri essere poco presente in questo sport, ha un ruolo essenziale: attenzione, concentrazione, focalizzazione su obiettivi e breve e a lungo termine sono continuamente richieste.

Se si partecipa ad un allenamento di boxe si capisce subito cosa questa disciplina richiede a livello sia fisico che mentale: un’intensa preparazione caratterizzata da corse, salti, addominali, potenziamento dei muscoli e della velocità, con la mente che sta sempre vigile, sempre pronta.

A ciò si aggiunge l’aspetto sociale della boxe: l’allenamento si svolge in gruppo, con aggiunta di esercizi in sottogruppi, a coppie, da soli; si sviluppa così uno spirito di gruppo e un senso di appartenenza che facilitano il raggiungimento di mete che altrimenti, senza la carica e lo stimolo che il gruppo è in grado di dare, a fatica si otterrebbero.

La disciplina e il rigore che richiede possono servire a chi fa fatica a controllare gli aspetti impulsivi, la boxe può inoltre essere consigliata per innalzare la propria autostima, per superare disturbi legati alla vergogna o all’isolamento sociale, per cercare di gestire l’ansia, lo stress e gli aspetti legati al proprio corpo e a chi ha problemi di iperattività e di mancanza di concentrazione.
 

Dottoressa Claudia Bonfanti

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